Ogni Luna
“Ogni luna” (Collezione privata)
Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm. 58×38 – 2005
“Ogni luna” (da “Fasi Lunari” di Galileo)
(anche stasera diversa
ha il sapore delle nuove scoperte)
bianca faccia da schiaffi o lampione
freddo al sommo del cielo
gonfia etèrea sensuale o ritrosa
giocatrice imprendibile
pallida mummia tumefatta o rosata
cortigiana imbellettata
ogni luna è sorriso
o sospiro
Giuseppe Napolitano
Luna

“Luna” (Collezione privata)
Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm. 58×58 – 2005
“E’ diversa la luna questa sera“
E’ diversa la luna questa sera.
Era rossa poi gialla ed ora è bianca,
mutando nel cammino il suo colore
come una donna quando cambia umore.
A volte io le affido un mio pensiero
che non comprende, e non sa che fare
quando è importante, quando c’è mistero,
quando una ruga arriva fino in cielo.
E lei con quel suo fare malizioso,
con la sua luce candida e serena
la stende fino oltre l’infinito
quasi a toccare il limite più antico.
Poi mi sorride con la faccia stanca,
portando via con sé ciò che non dice.
Ma questa notte ha detto tante cose
con la sua luce rossa, gialla e bianca.
Angelo Sagnelli
Galassia

Quale tragitto e quali messaggi nell’arte della Camilleri? L’origine dell’itinerario è puntiforme ed è lo start point del tutto: là dove da un non immaginario punto il big bang (o Altro) irradiò la natura inanimata e su un altrettanto non immaginario essere unicellulare si basò la vita. Da ancestrali nuclei unidimensionali, con spazio, tempo e vita ancora non misurabili, al loro decorrere in precari equilibri tra armonie e disarmonie celesti e terrene. Su queste l’occhio attento di Stefania Camilleri si sofferma ad acquisire certezze o dubbi: anch’essi necessari ad una gnosi non autocontemplativa ma protesa a risolverli ed andare oltre.
La Pittrice parte da lontano, da lontanissimo, e degli accennati punti remoti fissa negli acquerelli simboli spiraliformi di vita e di espansione dell’universo, cieli stellati e profondità marine, segni della natura da cui trarre auspici o verso i quali orientare la propria rotta, inizialmente tutta in cielomare aperto. (Raimondo Venturiello)
“Galassia“
Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm.28×38 – 2006
Pe’ dimostrà che la natura è bella,
Dio accese un focheraccio universale:
e fu così che ner sistema astrale
ogni scintilla diventò ‘na stella..
Mario Mori
La rivoluzione dei limoni
“La rivoluzione dei limoni” (collezione privata)”
Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm.25×35 – 2005
Oltre il cancello
Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm. 34×30 – 2005
Poesia d’acqua
Stendi brividi sulla pelle
scivoli su tele
sussurri sinfonie di colori.
Poesia d’acqua la tua
canto di vita d’immemore bellezza…
Fugge allo strappo
l’immagine sospesa offerta al mondo
più non ti appartiene
viaggia veloce verso altri occhi
la perdi un poco perché sia tua per sempre.
Fragile piuma, forza di diamante
tu ci conduci oltre il tuo sentire
oltre il cancello, oltre i nostri passi
produci, inconsapevole, una luce.
Muovi le dita al limite del sogno
e scorre in te l’incanto dell’altrove…
Maria Vittoria Catapano
scritta per un acquerello di Stefania Camilleri
Ciclamini
“Light mauve II”
Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm.34×34 – 2005
Il castello incantato
Fai parte per te stesso e te ne stai
arroccato nelle spire del tempo
a dispetto del mondo
murata ogni apertura
pronto a dormire gli anni della fata
in attesa di un bacio
che nuovo apra un mattino
e perforando la muraglia incantamento
non avrai più alibi all’esistere
nel sorriso di un giorno
senz’altra protezione
(Giuseppe Napolitano)
Al sole
Mentre disegni
I tuoi fianchi governano le maree
delle mie visioni.
Nuda t’arrampichi
su di un foglio steso
come lenzuolo al sole.
Appari in un ventre di luce
l’Oriente e i suoi incensi
t’appartengono.
Fra labbro e labbro
dai voce
ad una cantilena
viaggia
fra capo e spalle
il tuo disegno, i miei desideri
disinvoltura dei seni
affacciati sulla carta
s’incrociano con la matita
(Niccolò Carosi)
Big Bang

(Collezione privata) Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm. 34×54 – 2005
Dio
immane
esplosione
eternità lacerata annientata
Dio
sparpagliato polverizzato scagliato
s’insegue
in un eterno di spazio.
Un granello di Dio
mi trema addosso
e si cerca.
(Alberto Averini)
Girasoli
Istantanee dell’animo, le sue immagini evocano la materia e la trascendono.
I frutti, i fiori, i paesaggi sembrano vivere di una verità risorta dove il materiale si sveste delle scorie e s’accende di bagliori trasognati.
Il suo dipingere è sotterraneo colloquio con le cose, è attesa della risposta, è pesca miracolosa nel silenzio. I legami tecnici tra i suoi colori sono la chiave per penetrare l’indefinibile e contemplarlo, nello stupore della poesia. L’apparente semplicità della parola pittorica è sintesi dell’emozione, percorso immediato di conoscenza, melodia che riesce a coniugare l’esperienza del dolore e la potenza del vagito. (Anna Manna)
Manciate di sale

Acquerello su carta di Stefania Camilleri – cm. 68×50 – 2003
“Manciate di sale”
Quando le parole
si perderanno
nel fiume della vita,
tu
pescatore di versi
getta la rete…
Lancerò manciate di sale
Farò del fiume oceano…
La tua rete
sarà leggio.
(Maria Pia Sozzi)
Mare caldo
Il mio esistere a mezz’aria
Un giorno divenni poeta, poeta qualunque,
di quelli che i tramonti lasciano assorti a sognare
raduni di stelle oltre gli orizzonti e non v’è
goccia di mare dove non abbiano navigato…
Un giorno, come per la prima volta, nacqui,
partorita dal grembo della terra, figlia dei miei oscuri mali,
perché un verso fosse tutto quel che sono,
riscoprendo luce in solitudini sconfinate.
Così, mia fu la voce senza padrone, scagliata
in sfida contro le tempeste, delirante acqua tra i deserti,
assidui nel camminare fuori e dentro un io
di richiami estinti per molti, ascoltato da pochi.
Questo, il senso del mio esistere a mezz’aria,
riconosciuto e deriso, come una sana follia
che mi distingue dalle masse, un divenire indefinito,
rivestito da ogni fibra autentica di me che esprimo
(Sara Scialdoni)
Gocce di spazio
“Gocce di spazio”
Da cielomare d’acquerello
scendesale una goccia e l’altra
a dare minima parvenza
di iridescente cielo d’anima
a specchio in onde spumeggianti
ma con il tuo pennello muta
ciascuna goccia muta eppure
intensa parla in lucciolii
di mare senza sale. E sale.
(Raimondo Venturiello)
Nautilus
“Nautilus”
In un tempo senza tempo
fu quel nulla d’un fondale primordiale
la sua culla
e lì vita è fiorita.
Nell’azzurro tuo sussurro
che solenne canta ancora
come allora,
ch’è perenne grato suono
per quel dono,
scopro segno di disegno
d’armonie
dacché Dio lega al mio
sine die
tuo pulsare,
madre mare.
(Raimondo Venturiello)
Corallo
Quello della Camilleri è un navigare placido in acque dove il tempo scorre lento e forse non passa mai.
Qui si raccolgono conchiglie e nautili che parlano di un’antica età ritrovata. Di un’eternità dove tutto muta restando sostanzialmente immutato.
Ed anche gli arcaismi abbondano, in queste tele, con echi preistorici, ellenistici, pompeiani. Non certo per amore di ciò che è sepolto, polverizzato, mummificato, ma al contrario, per amore di ciò che non muore, o che muore vivendo. Giacché più si logora e più brilla, la vita. Più si consuma e più dà il meglio di sé. Più si nega e più si afferma all’infinito.
(Franco Campegiani)































