Premio alla carriera “Città di Pomezia” a Stefania Camilleri

Kepler-10c. Il mistero del piccolo mondo ghiacciato sospeso nel vuoto cosmico. (Opera di Stefania Camilleri)

LEGGI l’Articolo di Amalia Mancini su “Il giornalepress”

Alla XXXIV edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Pomezia”, il Premio speciale alla carriera a Stefania Camilleri per una ricerca che unisce arti visive, poesia e pensiero contemporaneo.

Stefania Camilleri premio alla carriera. La sera di sabato 6 dicembre 2025, sulla Terrazza di Venere dell’Hotel Simon di Pomezia, si è svolta la cerimonia conclusiva della XXXIV edizione del Premio Letterario Internazionale e Pubblico “Città di Pomezia”, la cui organizzazione è stata affidata a Fiorenza Castaldi. Un appuntamento che, come ogni anno, ha riunito scrittori, studiosi, artisti e pubblico in un clima di ascolto partecipe e autentica condivisione culturale.

Nel corso della serata, la Giuria del Premio ha conferito il Premio speciale alla carriera a Stefania Camilleri, consegnatole dal critico d’arte, poeta e filosofo Franco Campegiani, riconoscendo un percorso che nel tempo ha saputo tenere insieme scrittura, arti visive, ricerca teorica e una costante attenzione al dialogo tra i linguaggi.

Le parole della motivazione

Massimiliano Pecora, presidente di giuria, scrittore e critico letterario, nella lettura della motivazione a sua firma, ha sottolineato come l’opera di Camilleri rappresenti un recupero attuale e consapevole del mito delle Arti sorelle, non come nostalgico ritorno al passato, ma come pratica viva, capace di interrogare il presente.

Nel suo lavoro, infatti, parola e immagine non cercano una fusione forzata. Si avvicinano, si allontanano, si richiamano. È in questo movimento continuo che prende forma una ricerca che attraversa i secoli, da Esiodo a Lessing, fino a una sensibilità pienamente contemporanea, attenta alla complessità e refrattaria alle semplificazioni.

Un cammino non lineare

Nata a Roma, con radici siciliane e una formazione montessoriana, Stefania Camilleri ha costruito il proprio percorso fuori da ogni schema lineare. Alla cultura classica ha affiancato una solida preparazione scientifica e una lunga esperienza nell’insegnamento di matematica, fisica e informatica, prima che l’arte diventasse il luogo privilegiato della sua ricerca.L’incontro con il maestro russo Vladimir Khasiev per l’acquerello e con Piero Leonardi per la fotografia segna un passaggio decisivo: da lì prende avvio un’esplorazione profonda del colore, della luce e della percezione. Nel 2006 fonda, insieme al critico Raimondo Venturiello e a un gruppo di artisti, il movimento del Sinestesismo creativo, esperienza che le vale anche il Premio “Donna e Cultura” in Campidoglio.

Negli anni successivi, mostre, simposi poetico-letterari e attività culturali si intrecciano a una ricerca sempre più attenta ai materiali, alle resine, alla psicologia del colore e alle dinamiche sensoriali dello sguardo.

“Siamo fatti di stelle”

Durante la serata, più volte è tornato il riferimento a “Siamo fatti di stelle”, progetto che oggi rappresenta una sorta di approdo naturale del suo percorso. Non un punto di arrivo definitivo, ma una sintesi provvisoria, aperta.

Dalla poesia alla materia, dalla luce alla struttura, il lavoro di Camilleri si muove intorno a una domanda che resta volutamente irrisolta: quale spazio occupa la coscienza nel nostro modo di abitare il mondo?

«L’arte non spiega», afferma l’artista, «sfiora, evoca, suggerisce». Ed è forse proprio in questa zona di confine che la sua ricerca continua a trovare senso.

Un riconoscimento che guarda avanti

Il Premio alla carriera assegnato a Stefania Camilleri non ha avuto il tono di un bilancio conclusivo. Al contrario, è apparso come il riconoscimento di una ricerca ancora in movimento, guidata da uno sguardo vigile e da uno stupore che non si è spento.

L’applauso che ha accompagnato la consegna del premio ha suggellato una serata intensa, nella quale letteratura e arti visive hanno ritrovato, ancora una volta, il piacere di parlarsi davanti a un pubblico attento. Un segnale prezioso, oggi più che mai.

La motivazione del Premio

Città di Pomezia – Centro Studi Sisyphus
Premio letterario internazionale “Città di Pomezia”
XXXIV edizione

Premio speciale della giuria della XXXIV edizione del Premio internazionale Città di Pomezia
per il recupero contemporaneo del mito delle Arti sorelle che resta il traguardo più alto della ricerca intellettuale e dell’ispirazione estetico-figurativa.
a
Stefania Camilleri

Nel proemio della Teogonia Esiodo ci narra della consuetudine divina di assistere alla danza delle Musagete e di Mnemosine con le loro figlie. Che siano a ricordarcelo, nei secoli, Omero, Simonide di Ceo, Orazio, Dante, Vasari, Marino e tanti altri, è cosa ben nota. Un’immancabile esigenza ci spinge a far dialogare le arti attraverso i secoli. I figurata si inseguono e ci rimandano, nei loro accordi grafici e nelle loro incisioni, a immagini e a parole lontane, a sogni e a profezie sul futuro e su mondi che non conosceremo mai.

Nella nostra cultura, il confronto tra arte e parola, fin dalla celebre Coppa di Nestore, si fonda su un rapporto di interconnessione e di reciproco nutrimento, esplorato attraverso la poesia, la scrittura e le arti visive. Questo dialogo, che può essere esplorato in termini di confronto, sinergia o fusione, si manifesta in modi diversi: la parola può interpretare e arricchire l’opera visiva, mentre l’arte può fungere da linguaggio universale per evocare emozioni e idee che le parole da sole non riescono a esprimere pienamente.

In sostanza, andiamo sempre alla ricerca di un sinolo che renda ragione dei nostri sforzi intellettuali e che possa offrirsi a noi come un luogo totalizzante e sicuro. Si tratta, però, di una mera illusione. Lo aveva capito Gotthold Ephraim Lessing con il suo Laocoonte, per non parlare di Roberto Longhi, che, tuttavia, se ne guardava bene dall’abbandonare le sue giovanili “equivalenze verbali”!

Resta comunque vera una constatazione: quando animato da una profonda volontà, ognuno di noi tenta strade che, al di là della loro stretta rispondenza a codici antichi, si intrecciano e si innervano nella sua personale e poi universale visione dell’arte. Possiamo essere sicuri che un linguaggio sia diverso da un altro, ma non per questo troviamo impossibile farci possedere da quel demone dell’analogia che tanto preoccupava Stéphane Mallarmé.

Linee, curve, colori, parole, espressioni sono quantità, misure con le quali componiamo il mondo e la stessa natura che abitiamo. Potremmo perfino domandarci, come fa, in Furor mathematicus, il matematico, architetto e poeta Leonardo Sinisgalli, «nei cristalli la natura non si esprime in versi?». E perché non modificare questa domanda in una decisa affermazione come quella dell’artista che oggi premiamo: «Siamo fatti di stelle»?

In fondo l’arte non è un insieme di script dai quali ricavare infinite possibilità che riconosciamo come parte di noi, anche quando ce ne sentiamo più estranei?

Studiosa di informatica e di statistica, allieva del maestro russo di acquerello Vladimir Khasiev, Stefania Camilleri vanta numerosissime mostre personali e le partecipazioni a collettive di acquerello e di fotografia fino alla data del 2006, quando, con la mostra Poesie d’acqua ospitata alla Torretta Valadier di Ponte Milvio, si fa fondatrice del movimento Sinestesismo creativo.

Le sue ricerche sul simbolismo coloristico informano tutti i numerosissimi interventi, specie quelli sulla prestigiosa rivista “Arte per oggi”. Presente alla Biennale di Viterbo 2014 con la sua opera Atollo, che fa parte del nuovo progetto di Art Design dedicato ad architetti, interior designers, progettisti di yacht, ha partecipato alla XVII edizione di TOLFARTE, nel palazzo Buttaoni e dal 18 ottobre 2025 la sua ultima personale, patrocinata dalla Regione Lazio, è al prestigioso Museo Crocetti di Roma.

A coronamento di tutto ciò, ancora una volta, l’ombra ispiratrice della letteratura con il libro bifronte La strega e l’architetto, scritto a quattro mani con Dante Frontero per EMIA edizioni secondo una tecnica che, per quanto postmoderna, avrebbe destato l’interesse del grande John Fowles della Donna del tenente francese.

Per l’intensità del coraggioso perseguimento del mito dell’ut pictura poësis in nome di una rappresentazione umanamente e cosmologicamente totalizzante – come ben testimonia anche il flyer della nostra giornata, gentilmente concesso dall’artista – l’alto applauso della giuria e del presidente della XXXIV edizione del Premio Internazionale Città di Pomezia va a Stefania Camilleri.

© Massimiliano Pecora 2025